Esami femminili

Indagini sull’infertilità e sterilità femminile

L’infertilita’ femminile puo’ avere origine da fattori ormonali, alterazioni anatomiche (ovariche, tubariche, uterine, cervicali, vaginali ecc,), ipotalamiche-pituitarie, infettive, genetiche, cromosomiche, immunitarie, o da infertilita’ inspiegata.

Indagini:
In condizioni normali, ad ogni ciclo mestruale una singola cellula sessuale femminile (ovocita) raggiunge la maturità durante il processo di follicologenesi. La buona riuscita di questo processo dipende principalmente dall’azione coordinata di tre ormoni: I) l’FSH, che promuove la crescita dei follicoli, particolarmente all’inizio del ciclo; II) l’LH, che coopera con l’FSH nella stimolazione della crescita follicolare e che in un secondo momento innesca l’ovulazione; III) l’estradiolo, che contribuisce alla regolazione dell’attività di FSH ed LH.

L’approccio più semplice per accertarsi che l’ovulazione si verifichi effettivamente consiste nel l’applicazione del metodo della temperatura basale, ma risulta impreciso e soggetto facilmente ad errori di misurazione.
dosaggi ormonali volti a stabilire i livelli di FSH, LH ed estrogeni, unitamente ad altri ormoni quali prolattina, ormoni tiroidei ed androgeni, che a vario titolo possono influire sul meccanismo dell’ovulazione e determinare situazioni di infertilità e sterilità femminile.
un’ecografia pelvica transvaginale, volta a calcolare il volume delle ovaie e la stima dei follicoli antrali presenti in ciascun ovaio.
La misura del livello degli ormoni associata alla conta follicolare antrale (AFC) e al calcolo del volume ovarico mediante ecografia in fase follicolare precoce del ciclo consentono di stimare la risposta ovarica alla stimolazione farmacologica con gonadotropine per trattamenti di procreazione assistita.
Indagini Strumentali
L’attività della tuba esercita una essenziale funzione di trasporto e di nutrizione delle cellule sessuali e dell’embrione, attività entrambe basate sull’integrità del suo rivestimento interno (la mucosa) e del suo apparato muscolare.
La sonoisterografia è un esame ecografico che permette lo studio accurato ed indolore della cavità endometriale con l’utilizzo di un sottile catetere sterile monouso che viene posizionato all’interno del canale cervicale.
L’isterosalpingografia è una metodica contrastografica che consiste nell’opacizzazione della cavità uterina e delle tube mediante l’introduzione di un mezzo di contrasto radiopaco. Consente di diagnosticare le malconformazioni uterine, di evidenziare sinechie, polipi e fibromi e di verificare la pervietà tubarica.
Ecografia pelvica
L’ecografia pelvica fornisce sezioni delle strutture che attraversa, e le restituisce “a video” in differenti tonalità di grigio è utile per valutare e misurare malformazioni della cavità uterina come ad esempio un setto.
L’isteroscopia è utilizzata per l’esame della cavità uterina e prevede il passaggio di un piccolo strumento a fibre ottiche (l’isteroscopio) attraverso il canale cervicale fino a visualizzare l’intera cavità.
La laparoscopia consente un’esame visivo dell’anatomia della tuba e della sua posizione rispetto all’ovaio, oltre a permettere l’identificazione di aderenze ed altre alterazioni morfo-funzionali della cavità peritoneale che potrebbero causare l’infertilità femminile. Si può iniettare un liquido di contrasto attraverso il canale cervicale per visualizzarne il passaggio o meno attraverso le tube. Richiede un ricovero di 1-2 giorni ed una anestesia generale.

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