Fertilizzazione in vitro - FIVET



La FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer) è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita di II livello che consiste nell'ottenere la fecondazione dell'ovocita al di fuori del corpo della donna con conseguente formazione dell'embrione e successivo trasferimento in utero dello stesso.
La Fecondazione in Vitro costituisce una metodica ormai largamente utilizzata nell'ambito delle procedure di Procreazione Medicalmente Assistita la cui introduzione risale ad oltre 30 anni fa, infatti la prima gravidanza da FIVET nella specie umana è stata descritta nel 1978.

Esecuzione della procedura

Induzione dell’ Ovulazione
L’induzione dell’ovulazione è usata per molte terapie dell’infertilità femminile. Aiuta la donna a produrre e a rilasciare ovociti sani e maturi (di solito più di uno alla volta) seguendo una routine prevedibile e programmabile, grazie all’aiuto di medicinali appositi. Le terapie d’induzione dell’ovulazione  richiedono l’uso di medicinali iniettabili, che sono simili a parecchi ormoni umani, ma somministrati in dosi più alte della produzione naturale corporea. L’effetto del medicinale è il medesimo di quello preso per via orale: aumenta le possibilità di gravidanza.
Un ciclo di FIVET consiste dei seguenti cinque passi:
Soppressione
Stimolazione
Pick-up
Transfer
Post-transfer

Durante la fase di soppressione, vengono somministrati al paziente dei medicinali per interrompere l’attività ovarica. Questo consente all’ovaio un periodo di riposo permettendogli di rispondere meglio alla stimolazione ormonale. Oltretutto, questa sosta previene che il corpo recluti naturalmente un singolo follicolo dominante durante il ciclo medicalmente assistito, e quindi permettendo la maturazione di molteplici ovociti. I medicinali per la soppressione ovarica includono: contraccettivi orali o Aygestin e Lupron o un antagonista GnRH. Successivamente, comincia la fase di stimolazione del ciclo FIVET, durante la quale vengono somministrati degli ormoni iniettabili (FSH e/o hMG) per stimolare la maturazione degli ovociti.
Durante questa fase, il paziente è regolarmente monitorato con esami del sangue ed ecografie, e quando i follicoli e quindi gli ovociti sono quasi maturi, viene stabilito un giorno ed un orario specifico per somministrarsi una singola dose di hCG, che completa la maturazione degli ovociti e gli prepara per il pick-up. Il Pick-up, o prelievo degli ovociti, viene fissato 36 ore dopo la somministrazione del hCG. Entro questo tempo, gli ovociti si sono separati e fluttuano nei follicoli. Un ago viene infilato nelle pareti vaginali superiori, e con l’aiuto di un’ecografia vaginale, il fluido nei follicoli viene gentilmente aspirato. L’intera procedura dura tra i 10 e i 30 minuti, per la quale un’ anestesista somministra una leggera sedazione intravenosa.
Successivamente, i nostri embriologi esaminano al microscopio gli ovociti, per poi inseminarli con lo sperma e porli in un’incubatore. Qualora si sviluppassero degli embrioni, il nostro team di embriologi monitora la divisione delle cellule. Un embrione sano dovrebbe dividersi in 2 cellule, poi in 4, ed ancora in 8 cellule. Di solito quest’evoluzione in un embrione a 8 cellule, avviene tre giorni dopo il pick-up, se l’embrione è sano. La fase successiva è il transfer. Tra i tre ed i cinque giorni dopo il pick- up, gli embrioni vengono riposti nella cavità uterina con un catetere apposito, con una procedura chiamata embryo transfer. Gli ovociti e gli embrioni sani inutilizzati possono essere congelati per futuri tentativi con la tecnica della crioconservazione.
Questi embrioni possono essere conservati per anni ed essere ancora utilizzati.
L’ultima fase della FIVET è il post-transfer, durante il quale la donna deve aspettare 14 giorni per il test di gravidanza. Una volta completato il transfer bisognerebbe evitare le seguenti attività: sforzi muscolari, esercizi fisici eccessivi, attività aerobiche, pulizie domestiche, idromassaggi, saune. Solitamente durante questa fase viene somministrato del progesterone per aiutare l’attività endometriale, e a volte anche dell’aspirina e/o del Prednisone. Se un primo test riscontrasse una gravidanza, il paziente viene sottoposto ad un secondo esame del sangue entro due giorni; qualora si verificasse nuovamente un esito positivo viene fissata un’ecografia per la settimana successiva per monitorare la gravidanza.
Transfer Embrionale
Di solito, il transfer viene effettuato tre giorni dopo il pick-up. Il transfer dura pochi minuti, e consiste nell’utilizzo di uno speculum nella vagina per poi introdurre un catetere apposito per trasferire gli embrioni nella cavità uterina. Non è necessaria un’anestesia. Al termine della procedura viene chiesto al paziente di sdraiarsi con le ginocchia alzate per circa 30 minuti.
La maggior parte dei transfer vengono fatti dopo tre giorni dal pick-up, quando gli embrioni si sono già sviluppati in organismi di otto cellule. In alcuni casi il medico potrebbe raccomandare il tranfer il quinto giorno quando gli embrioni sono nella fase della blastocisti. Il numero di embrioni da trasferire è determinato da diversi fattori, come l’età della madre, e dalla quantità e qualità degli embrioni prodotti.